OFFERTISSIMA DEL GIORNO!

Chiudi Offerta

Cerca un ristorante

Cerca:
Powered by Sobi2Search
pizzerie bologna
Recensioni ristoranti
PDF Stampa E-mail
Valutazione utente: / 0

Recensioni ristoranti

Sezione recensioni in costruzione.

 
Tagliatelle alla bolognese
PDF Stampa E-mail
Valutazione utente: / 0
Le ricette della tradizione emiliana: scopri tutte le ricette sul nostro blog!


Tipo di piatto Pasta Digeribilità normale
Portata Primo Tempo di preparazione 30 minuti
Porzioni 6 Tempo di cottura 40 minuti
Gusto saporita Tempo totale 70 minuti
Difficoltà facile Costo della ricetta medio

Ingredienti

Seicento grammi di tagliatelle all'uovo fresche

Trecento grammi di carne trita di manzo

Cento grammi di pancetta di maiale

Cinquanta grammi di burro

Una carota

Una cipolla

Una costa di sedano

Mezzo cucchiaio di conserva di pomodoro

Cinquanta grammi di parmigiano grattugiato

Chiodo di garofano

Un bicchiere di brodo

Olio

Sale

Pepe


Procedimento

Fate soffriggere un trito di cipolla, sedano e pancetta nel burro e un goccio d'olio con il chiodo di garofano, aggiungete la carne trita e fatela ben rosolare, bagnate con il brodo in due volte. Aggiungete la conserva di pomodoro, mescolate, salate, pepate e ricoprite la carne d'acqua e lasciate cuocere a fuoco basso per una almeno un'ora. Cuocete la pasta in abbondante acqua, salate e state attenti al giusto punto di cottura. Appena le tagliatelle saranno al dente, scolate, conditele col sugo preparato, mescolate bene e servite con abbondante parmigiano.


Consigli dello Chef

Per dare un tocco al piatto si può rifinire con qualche fettina di tartufo bianco e farlo stufare per qualche minuto lasciandolo coperto nel suo tegame dopo averlo tolto dal fuoco.

Analisi nutrizionale (per porzione)

Energia 608 kcal
Nutrienti
Proteine 31 g
Lipidi (Grassi) 18 g
Glucidi (Carboidrati) 80 g
Amido 69 g (*)
Zucchero 4 g (*)
Fibra 4 g (*)
Minerali
Sodio 392 mg (*) (Sodio negli alimenti)
Potassio 454 mg (*)
Ferro 3 mg (*)
Calcio 139 mg (*)
Fosforo 372 mg (*)
Vitamine
Vitamina B1 (Tiamina) 0,12 mg (*)
Vitamina B2 (Riboflavina) 0,33 mg (*)
Vitamina PP (Niacina) 2,46 mg (*)
Vitamina A 225,67 mg RE (*)
Vitamina C 2,21 mg (*)

(*) di alcuni alimenti non è disponibile il valore

 
I Tortellini Bolognesi
PDF Stampa E-mail
Valutazione utente: / 0
tortellini bolognesiLe ricette della tradizione emiliana: scopri tutte le ricette sul nostro blog!


Il ripieno dei tortellini è cosa assai delicata da trattare, specie nel senso abituale che diamo alle ricette (= indicazione relativa agli ingredienti, alle dosi, alla preparazione di una pietanza, di una bevanda, di un dolce, o anche di qualsiasi altro composto o miscela. Cfr. Devoto Oli).
Come ricorderete, il problema analogo del ragù alla bolognese è in qualche modo risolto da una specie di ufficialità, quella del deposito presso la locale Camera di Commercio di una "ricetta" dianzi definita, che ci aiuta dandoci delle dosi "medie/mediane", valide per dare la possibilità di prepararlo anche a chi non ha una tradizione familiare che aiuti nella composizione di quei gesti, di quelle abitudini, di quei piatti che sembrano solo in apparenza cosi' misteriosi e difficili.
Non avendo (e per fortuna dico io) una ricetta media/mediana presso la Camera di Commercio, provero' io a dire la mia.

In realtà sapete che vi sono tra i partecipanti di questo esimio consesso molte più qualificate persone che potrebbero con maggiore maestria di me parlare a questo proposito; ma è naturale che nessun bolognese, anzi, nessunA bolognese sana di mente voglia mettere a repentaglio la propria ricetta dei tortellini, sottoponendola all'inevitabile fuoco di fila di critiche che ne salterebbe fuori.
Ah, dicevate che già cominciano a fumarvi? Beh... conosco i miei polli, e l'unica maniera di sopravvivere è quella di prendervi per la gola facendovi venire fame...
Chi è interessato sparecchi la tavola, chi già conosce puo' affilare la tastiera per le critiche: tanto io sono sardo, quindi potete dirmene tranquillamente di tutti i colori.

LA TEORIA
La teoria, se vogliamo aiutare ad approfondire la questione, dice innanzitutto che i tortellini di cui parlo sono quelli "bolognesi", quindi le rezdore di là dal Samoggia, e di qua dal Panaro (grosso modo i confini est/ovest della cucina di riferimento di cui tratto) sono caldamente invitate a contribuire dandoci le altre versioni di tortellini/cappelletti/minestra in brodo della "grande" festa, e quindi il Natale in primis.

Naturalmente il cuore del problema sta nel cuore del tortellino, ed è il suo impasto, cosa dire a questoproposito? Una prima indicazione di massima la possiamo chiamare "La composizione dei quattro quarti":

un quarto di vitello (fesa di),
un quarto di maiale (lombo di),
un quarto di avicolo (pollo preferibilmente),
un quarto di salumi (prosciutto E mortadella),

Inoltre: parmigiano grattugiato (pari almeno ad un quarto/un terzo in peso dei componenti predetti) e uova q.b., più l'indispensabile noce moscata.

Si rosolano nel burro i pezzi di carne tagliata a cubettoni, indi la si passa nel tritacarne manuale assieme al salume. Si raduna il composto, gli si agiunge il parmigiano e le uova necessarie a darvi una consistenza soda e non bagnata, dal sapore intensissimo, adatta a staccarvi i piccolissimi pezzi che saranno depositati sulal sfoglia.

LA PRATICA
Una lunga seduta con zie e parentame sparso (quello di queste zone, non le zie sarde, ovviamente) mi ha consentito di estorcere una versione casalinga, una di quelle tramandate mai su carta, ma solo nelle partecipazioni serali del sabato intorno al tagliere:

1/2 petto di pollo
3 fettine di lombo di maiale
3 fettine di vitello
150 gr. di mortadella
100 gr. di prosciutto
150 gr. di formaggio
4 uova
1/2 noce moscata grattugiata

La preparazione della carne procede come sopra nel burro spumeggiante (non una cottura avanzata), e con una presa di sale. Tritacarne, impasto a mano di tutti gli ingredienti, e predisposizione della sfoglia. La dose qui indicata dovrebbe corrispondere a 6 generosi piatti di tortellini asciutti (quindi almeno 8 porzioni in brodo, con bis per chi desidera).

LA BISNONNA
Matilde ha avuto la fortuna di conoscere fino ai tre anni una bisnonna, che nella sua vita aveva gestito un ristorante, e quindi depositaria di molte ricette tradizionali. La sua versione del ripieno era la seguente (ed è attualmente quella che uso io):

300 gr lombo di maiale,
300 gr. di vitello,
200 gr. di mortadella,
100 gr. di prosciutto crudo,
3 uova (noncicredo),
300 gr di parmigiano,
pepe/sale/noce moscata q.b.

Preparazione come sopra, anche se imho è meglio tenere uno o due uova di riserva per legare come si deve il composto. Notate che qui manca il pollo (la bisnonna si rifiutava di mettere carne cosi' povera e cosi' insapore).

LA PREPARAZIONE
Un problema di base nel riempire la sfoglia è ovvio: QUANTA ne devo preparare? Il dubbio arrovella la mente, mentre gli effluvi del ripieno si sentono per la cucina, e le dita di molti corrono per assaggiare...
Io ho solo una soluzione approssimativa ed empirica: in peso il ripieno e la sfoglia si equivalgono. Ogni 100 gr di sfoglia ci andranno quindi circa 100 gr. di ripieno.

Naturalmente il problema è quasi inesistente: si prepara appositamente più sfoglia, che in caso finisce sempre a tagliatella o a comporre ottimi stricchetti (farfalle) fatte a mano.

La SFOGLIA
La sfoglia ha una composizione classica: un uovo per 100 gr di farina. Il sale da queste parti non si è mai visto, ma tante riviste di cucina lo indicano tra gli ingredienti, oibo'...
Per facilitare la lavorazione si puo' utilizzare una frazione di semola di grano duro, fino alla metà in peso, che contribuirà ad alleviare la fatica dello stendere la sfoglia.
Già, perchè dopo avere preparato l'impasto, viene il vero esame di laurea del(la) cuoco/a: la sfoglia /tirata" con il mattarello, finissima, senza buchi, senza ingrossamenti, in una forma tendenzialmente ovale, larga nel diametro inferiore un po' meno del mattarello che state usando.

Ovvio: questo sarebbe il massimo, ma onestamente è alla portata di pochi, pochissimi, praticamente degli eletti; noi umani non avremo mai la fortuna di arrivare a questi livelli. Vale pero' la pena ricordare che se l'impasto della sfoglia ha la consistenza giusta, essa si stenderà usando solo un velo di farina sul tagliere, perchè non si attaccherà al mattarello o al ripiano, pur senza essere troppo duro da schiacciare.

Noi nascostamente apriamo il pensile e andiamo nel ripiano più alto, per recuperare la macchina imperia, che farà il suo bravo servizio senza sfigurare. Si intende che con la macchina tiriamo la sfoglia sino all'ultima tacca per appogiarla con cura sul tagliere per comporre la fase cruciale.

Ottenuta quindi la striscia di sfoglia, andiamo a tagliarla in quattro parti longitudinalmente, poi trasversalmente faremo i tagli che definiranno i quadretti dei nostri tortellini. Ah, dite che la divisione della striscia in quattro disegna dei quadretti TROPPO piccoli?
Mi spiace, su questo non si puo' transigere. O se preferite, parafrasando le frasi celebri dei film "questo è il tortellino bellezza, ti piaccia o non ti piaccia".
La macchina per la pasta casalinga ha una larghezza di poco superiore ai 14 cm. Se tagliassimo a metà la striscia otterremmo degli involti di tortellini troppo grandi. Anzi, è la misura perfetta per i cosiddetti "tortelloni" che sono ripieni di ricotta e spinaci, tutt'altro piatto.
Qui si parla di tortellini, e il quadretto da piegare non puo' certo superare i 4 cm di lato. Non abbiate timore per le difficoltà della chiusura, esse non hanno nulla a che fare con la larghezza delle dita: mio padre li richiude tranquillamente pur non avendo certo le dita affusolate di un bambino o di un suonatore di flauto.
Si tratta di abitudine e ripetizione del gesto, quel gesto che viene poco alla volta, con la pazienza di tutte le cose nuove da imparare.
Ora avete i vostri quadretti, su cui depositerete con la mano (il gesto "a tre dita") o con il dorso di un cucchiaino, una piccola pallina di ripieno. Anche qui l'esperienza e l'apprendimento vi aiuteranno a definire la giusta misura. E siete pronti per l'ultimo passo: la chiusura.
La chiusura non è certo facile da descrivere. Quasi quasi vale la pena suggerire a chi possiede un minimo di spazio web di proporre un trenta secondi di filmato con le mani in primo piano.
Sostanzialmente bisogna innanzitutto ripiegare a triangolo il quadretto, per poi prendere tra le dita delle mani gli angoli della diagonale che forma la base. Questi due angoli vanno ripiegati all'indietro (dal lato opposto al vertice del triangolo) mentre la punta del triangolo grazie a questo movimento andrà a formare una piega che servirà a trattenere il ripieno. Continuate a ripiegare i due angoli della base sino a sovrapporli, e poi con due dita schiacciate lievemente per saldarli. QUESTO è il vostro tortellino.
Ah, dite che è venuto orribile e che non assomiglia minimamente a cio' che avete sempre mangiato come un tortellino? Non perdetevi d'animo: innanzitutto esprimete tutte le giaculatorie che conoscete verso l'estensore di queste note, e nel contempo afferrate il tortellino e con elegante gesto portatelo alla vostra bocca. SE avete seguito tutte le istruzioni sin qui date, il tortellino è già buonissimo cosi', crudo.

Seguendo le note procedure informatiche, ricominciate dal passo "ripiegare a triangolo i quadretto" e ripetere il movimento. La procedura ricorsiva si arresta quando la forma ottenuta comincia ad assomigliare vagamente ad un vero tortellino, ovvero quando ne avete mangiati troppo e un lieve senso di nausea da tortellino crudo vi pervade...

Siete giunti quindi al punto di cominciare a disporli ordinatamente sui vostri vassoi di cartone, che non dovrebbero nemmeno avere bisogno di una spolverata di farina per evitare che si attacchino.

La loro destinazione, come noto, è il brodo (MAI, in ogni caso, lessarli in acqua), ma se avete voluto esagerare nelle quantità e/o nell'anticipo di preparizione, i vassoi possono tranquillamente venire congelati, uno ad uno. Dopo un'oretta nel ripiano del congelatore li raccoglierete in sacchetti, pronti all'uso e agli "oooohhhh" di meraviglia dei vostri ospiti.
 
La cucina tipica bolognese
PDF Stampa E-mail
Valutazione utente: / 0

Battezzata "la grassa" da Petrarca, Bologna continua oggi a meritare in pieno questo appellativo. Basta infatti scorrere i piatti tipici della sua cucina per rendersi conto che questa fama è pienamente meritata: a partire dal ragù, il nostro condimento per antonomasia, vero elogio all'unto e all'ipercalorico. E poi i primi: le tagliatelle, nella versione classica al ragù o al prosciutto, ma che possono essere anche condite con pomodoro, funghi, verdure, tartufo o addirittura pesce; fu mastro Zafirano, cuoco personale di Giovanni II di Bentivoglio, a crearle in occasione del matrimonio tra Annibale Bentivoglio e Lucrezia D'Este.
I tortellini, la cui creazione sembra attribuibile a un cuoco di Castelfranco, paese tra Bologna e Modena (ed è ulteriore motivo di disputa tra bolognesi e modenesi), che pare prese ispirazione dall'ombelico di Venere; al tortellino, che viene servito rigorosamente in brodo (i tortellini alla panna o al ragù sono quasi un sacrilegio per i bolognesi doc), è legata a doppio filo la figura della sfoglina, le tipica arzdàura (traduco per i non bolognesi: signora;. era la massaia di una volta che dirigeva la casa; si legge sdàura) che con le sue manine modellava per ore i tortellini in modo che non superassero mai i 3 centimetri di lato. Tutte le trattorie di una volta avevano la loro sfoglina e, anche oggi, i locali più fedeli alle tradizioni mantengono questa figura.
E che dire poi delle lasagne??
Tra i secondi ricordiamo le cotolette, i bolliti misti, i fritti misti (con la famosa crema fritta) e gli arrosti, tra i dolci il pan speziel (ora conosciuto come certosino) e la torta di riso. E poi il salume bolognese per eccellenza: la mortadella, il cui nome deriva dal mortaio (mortarium in latino) in cui la carne di maiale veniva pestata insieme ad altri ingredienti.
Il tutto rigorosamente innaffiato da uno o più bicchieri di buon lambrusco che sembra aver doti quasi miracolose nello sciogliere i grassi accumulati durante un tipico pranzo bolognese (e vi posso garantire che non sono pochi).
Insomma, non ci facciamo mancare proprio nulla!!!
L'itinerario che vi propongo oggi vi vuole condurre tra gli odori e i sapori della nostra cucina nei luoghi che i bolognesi di una volta, ma anche molti di quelli di oggi, frequentavano per fare la spesa e comprare il necessario per preparare le nostre gustose ricette. Raggiungiamo dal centro piazza di Porta Ravegnana, dove sorgono le 2 torri, e voltiamo a destra in via Castiglione e quindi subito di nuovo a destra in via Caprarie. Stiamo entrando nella zona in cui anticamente si svolgeva il Mercato di Mezzo; ancora oggi, in queste stradine dai nomi che ricordano le vecchie professioni, tra bancarelle e negozi che vendono frutta e verdura, salumi, formaggi e pesce c'è di che perdere la testa. In queste vie ci sono alcuni dei negozi di alimentari più rinomati e antichi di Bologna in cui si possono acquistare le specialità tipiche della tradizione: tra tutti ricordiamo Atti, coi suoi due negozi in via Caprarie e via Drapperie, e Tamburini, sempre in via Caprarie. Particolarmente affascinante (e "odorosa") è via delle Pescherie: dal nome potete immaginare il tipo di negozi che si trovano in questa via. In queste vie vi può capitare inoltre di imbattervi anche in negozi particolari, per esempio nella vecchia bottega di un calzolaio o in negozi che vendono coltelli di ogni genere. E poi ci sono le osterie, tra cui spicca l'Osteria del sole, in vicolo Ranocchi, che forse più di tutte ha mantenuto la forma e la sostanza (soprattutto) delle tipiche osterie di una volta in cui si andava per bere un buon bicchiere di vino rosso. L'osteria, che è aperta prevalentemente la mattina fino alle due (e comunque quando l'oste ne ha voglia) serve solo da bere. Se uno vuole mangiare deve portarselo da casa o acquistarlo in uno dei vicini negozi.
Se tutto questo non vi fosse bastato vi consigliamo di fare anche un salto al mercato delle erbe in via Ugo Bassi, altro luogo tradizionale della spesa dei bolognesi. Arrivate in via Rizzoli e proseguito dritto lasciandovi le 2 torri alle spalle. Superate l'incrocio con via Indipendenza e, poco prima dell'incrocio con via Marconi, troverete sulla destra l'entrata del mercato. È una vera bolgia di bancarelle e vale la pena anche solo visitarlo. A me da sempre ricorda un piccolo suk. Di fianco potete trovare anche il mercato del pesce.
Credo che, forse più di altri, questo itinerario possa servire a fare conoscere l'amore che i bolognesi hanno per la buona cucina. Non mi rimane quindi altro che augurarvi buon appetito!

 
Ristoranti Bologna
PDF Stampa E-mail
Valutazione utente: / 0

ristoranti bolognaI ristoranti di Bologna


Nelle pagine di "Ristoranti Bologna" troverete l'elenco aggiornato dei ristoranti di Bologna, nonché notizie gastronomiche, informazioni utili, ricette, insomma tutto quello che dovete sapere sui ristoranti di Bologna e della Provincia. Se cercate un ristorante a Bologna, una pizzeria, un ristorante specialità pesce, un sushi bar, una trattoria, un ristorante vegetatiano, un ristorante etnico o un qualunque altro posto dove mangiare nel capoluogo emiliano, siete nel posto giusto!

Mangiare al ristorante a Bologna

Bologna è nota per il mangiar bene, tanto da essere soprannominata “La Grassa”. Con i suoi migliaia di ristoranti di ogni genere (cucina tipica bolognese, specialità pesce, pizzerie, trattorie... ma anche ristoranti cinesi, ristoranti giapponesi, indiani, messicani, per gli amanti del cibo esotico), il mercato della ristorazione è uno dei più fiorenti del capoluogo emiliano. Mangiare fuori è un vero must per gli amanti del buon cibo e del servizio, sia felsinei che turisti. Chi passa per Bologna non può esimersi dall'assaggiare i famosi tortellini, le tagliatelle alla bolognese o le lasagne in uno dei suoi molteplici ristoranti.

Il bere ed i ristoranti di Bologna

Anche il bere non è di secondaria importanza... oltre ad impugnare forchetta e coltello davanti ad un buon piatto, i veri intenditori di gastronomia sanno che un vero pranzo o una vera cena necessitano di un buon accompagnamento. Un bicchiere di vino bianco o rosso può trasformare un buon piatto in un piatto eccellente. Anche questo troverete nelle pagine di Ristoranti Bologna.

Che siate amanti dei primi piatti o dei secondi piatti, della bistecca o della pasta fatta in casa, dei grandi chef o dei fast food, della pizza o del sushi... tutto quello che cercate in fatto alimentare, lo troverete all'interno di Ristoranti Bologna.

 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 Pross. > Fine >>

Risultati 64 - 68 di 68

Ristoranti Bologna: ideato, realizzato e gestito da Studio Samo Web Agency Bologna in collaborazione con blogfactory.it copyright 2010 tutti i dititti sono riservati.
I più cercati: Ristoranti Bologna Trattorie Bologna Pizzerie Bologna Alberghi Bologna

ristoranti bologna, trattorie bologna, pizzerie bologna